Sul carcere, nel carcere, fuori dal carcere
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I detenuti presenti nelle carceri italiane all'inizio dell'anno erano oltre 48 mila, quasi diecimila in più della soglia minima toccata nel settembre 2006. Si tratta di un dato "elevato, ma tollerabile". Senza l'indulto le presenze sarebbero stato oltre 72 mila. E il tasso di recidivi presenti è pari al 42% contro il 48% prima dell'indulto. Sono alcuni dei dati contenuti nella Relazione annuale sullo stato della Giustizia in Italia che Clemente Mastella ha consegnato prima di annunciare di voler rassegnare le proprie dimissioni.
Capienza già superata. In regola solo 4.763 celle su 28.828
A settembre del 2000 il governo di centrosinistra varò il nuovo regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario che prevedeva la ristrutturazione di buona parte dei 214 istituti di pena, con un occhio di riguardo agli standard igienico- sanitari e ai diritti dei detenuti: acqua calda nelle celle, toilette separate, celle per non fumatori, parlatori senza vetri divisori, cucine per un massimo di 200 coperti, etc. (Dino Martirano)
Il Dap lancia l'allarme. Indulto addio 46mila detenuti per 43mila posti. E il ddl sicurezza peggiorerà la situazione (Giacomo Russo Spena)
Ieri l'inchiesta della "Stampa" che annunciava 300mila delitti in più dal luglio 2006
Sull'indulto è ormai guerra di numeri, dati e statistiche. La Stampa di ieri, tanto per dirne una, ha dedicato una pagina intera - corredata da un valanga confusa di dati - per dimostrare quanto l'indulto sia direttamente proporzionale all'aumento di furti, spaccio di droga, rapine e via discorrendo. Insomma, il solito tentativo di gonfiare ancora di più l'emergenza sicurezza e rintracciarne la causa nell'origine di tutti i mali italiani: l'indulto ovviamente. (Davide Varì)
Carceri di nuovo affollate
A un anno di distanza dal provvedimento l'amministrazione penitenziaria presenta il primo report ufficiale: recidiva diminuita in generale e l'80% degli indultati non ha commesso reati. Ma gli italiani non lo sanno (Davide Varì)
Esclusi i reati politici e associativi. Inclusi i reati finanziari e contro i lavoratori
L'indulto doveva e deve essere generalizzato. Fuori i proletari dalle galere. Dentro padroni e parassiti
Il 27 luglio la Camera ha approvato col voto favorevole di FI e dell'Udc ed il 29 il Senato ha reso definitivo il promesso e mai concesso dal 1990 provvedimento di indulto. Il provvedimento, legge n. 241, abbuona tre anni di pena detentiva e 10.000 euro di pena pecuniaria per una serie di reati commessi fino al 2 maggio 2006. (Riv. Com.)
Ds e Margherita votano con Lega e An e abbattono l'amnistia. FI e Udc bocciano l'indulto. Pannella contro l'Unione (Alessandro Mantovani)