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venerdì, 18 luglio 2008
Carcere a pagamento

A San Pedro (La Paz) per entrare si paga 

In Bolivia una prigione unica al mondo. Le celle individuali e per famiglia costano da 100 a 1000 dollari a seconda del «quartiere». Donne e figli con i detenuti. Niente guardie, giustizia «comunitaria». E coca di prima qualità in entrata e uscita (Serena Corsi)

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estero

domenica, 02 marzo 2008
Usa, record della galera

Primato mondiale: «dentro» un americano su cento

Gli Stati uniti d'America hanno demolito un altro primato mondiale: uno studio del Pew Center ha scoperto che la popolazione carceraria americana è la più consistente del mondo. Oltre l'1% della popolazione adulta nell'anno in corso ha passato del tempo dietro le sbarre.

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nel carcere, estero

giovedì, 15 novembre 2007
Il regolamento segreto di Guantanamo

E' stato inviato da un navigatore anonimo ed è scaricabile da qualche giorno. Oltre 230 minuziosissime pagine con premi, punizioni e livelli di detenzione.

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estero

giovedì, 18 ottobre 2007
41 bis. È tortura, anche se lo dice l’America

C’è poco da cavillare. D.D. Sitgraves, giudice californiano, senza troppi giri di parole ci ha sbattuto in faccia una verità che molti di noi sussurravano: in Italia c’è il rischio di tortura. Ad analogo giudizio era arrivata, nel silenzio delle istituzioni italiane, la Corte europea dei diritti umani. I fatti riguardano la carcerazione dura a cui sono sottoposti mafiosi e terroristi, ossia il famigerato 41 bis. (Patrizio Gonnella)

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estero, 41bis

martedì, 04 settembre 2007
Una Guantanamo per gli immigrati

Ecco il centro di detenzione più grande e «high tech» d'Australia

In un'incantevole isola tropicale, centinaia di chilometri a est della costa australiana nel bel mezzo dell'Oceano Indiano, il governo australiano sta costruendo un centro di detenzione per immigrati di ultima generazione, con più di una somiglianza con il campo di prigionia di Guantanamo Bay. (Damian Spruce)

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del carcere, estero

lunedì, 04 giugno 2007
Dentro gli Stati Uniti della detenzione

Sui meccanismi che, stravolgendo la nozione stessa di pena giudiziaria, hanno portato all'attuale sovraffollamento delle prigioni americane, indaga Elisabetta Grande nel suo saggio «Il terzo strike», uscito di recente per Sellerio (Marco D'Eramo)

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sul carcere, estero

martedì, 24 aprile 2007
Usa, rivolta in carcere dell'Indiana

Detenuti hanno il controllo di una sezione

E' in atto una rivolta nel carcere di New Castle, in Indiana. Lo ha reso noto la Cnn. Tutto è iniziato quando un numero imprecisato di detenuti ha sopraffatto alcune guardie carcerarie. Le autorità locali hanno inviato rinforzi di polizia mentre alcuni dei detenuti sembrano avere assunto il controllo di una sezione della prigione.

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nel carcere, estero

giovedì, 21 dicembre 2006
Guantanamo era poco, nasce Camp 6. Apre il carcere dell'«isolamento totale»

Potrebbe chiamarsi Guantanamo Due ma non ci sono strade alberate e laghetti, solo sbarre d'acciaio, porte di vetro e la luce sempre accesa. Il supercarcere chiamato Camp Delta non bastava: la nuova sezione della galera per terroristi più famosa (e infame) del mondo è sempre nell'angoletto dell'isola di Cuba battente bandiera americana ma si chiama Camp 6, è costata 37 milioni di dollari, ospiterà 178 detenuti. (Patricia Lombroso)

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del carcere, estero

sabato, 18 novembre 2006
Guantanamo: «La mia storia nel buco nero della guerra Usa»

Il racconto di un prigioniero alla fine liberato: Rhuhel Ahmed, cittadino britannico, è stato prigioniero per 26 mesi. «Torturato e interrogato centinaia di volte su "obl"» (Cinzia Gubbini)

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dal carcere, estero

mercoledì, 25 ottobre 2006
GB: Blair riscopre le galere

Per far fronte al sovraffollamento delle carceri, il governo britannico lancia un appello: si cercano navi capienti in cui mettere i detenuti che non trovano spazio a terra

Nuove carceri galleggianti. Per far fronte al sovraffollamento delle prigioni britanniche, il governo di Tony Blair ha annunciato il suo nuovo progetto: rinchiudere i detenuti in moderne galere.  (Orsola Casagrande)

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del carcere, estero

venerdì, 24 febbraio 2006
Il complesso industriale carcerario negli Usa

Sradicati nel loro stesso paese: come lavorano i detenuti

Le carceri costituiscono un affare succulento, soprattutto negli Stati Uniti: vi si trova manodopera a basso costo, senza diritti e, ovviamente, in cattività. Molte grandi imprese, tra cui Microsoft, Starbucks e Colgate Palmolive approfittano di questo sistema. Profitti a parte, il complesso industriale carcerario degli Stati Uniti funziona come un’immensa macchina repressiva, di controllo e di sfruttamento. (Matteo Dean e Vittorio Sergi)

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sul carcere, estero