Sul carcere, nel carcere, fuori dal carcere
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A San Pedro (La Paz) per entrare si paga
In Bolivia una prigione unica al mondo. Le celle individuali e per famiglia costano da 100 a 1000 dollari a seconda del «quartiere». Donne e figli con i detenuti. Niente guardie, giustizia «comunitaria». E coca di prima qualità in entrata e uscita (Serena Corsi)
Primato mondiale: «dentro» un americano su cento
Gli Stati uniti d'America hanno demolito un altro primato mondiale: uno studio del Pew Center ha scoperto che la popolazione carceraria americana è la più consistente del mondo. Oltre l'1% della popolazione adulta nell'anno in corso ha passato del tempo dietro le sbarre.
E' stato inviato da un navigatore anonimo ed è scaricabile da qualche giorno. Oltre 230 minuziosissime pagine con premi, punizioni e livelli di detenzione.
C’è poco da cavillare. D.D. Sitgraves, giudice californiano, senza troppi giri di parole ci ha sbattuto in faccia una verità che molti di noi sussurravano: in Italia c’è il rischio di tortura. Ad analogo giudizio era arrivata, nel silenzio delle istituzioni italiane, la Corte europea dei diritti umani. I fatti riguardano la carcerazione dura a cui sono sottoposti mafiosi e terroristi, ossia il famigerato 41 bis. (Patrizio Gonnella)
Ecco il centro di detenzione più grande e «high tech» d'Australia
In un'incantevole isola tropicale, centinaia di chilometri a est della costa australiana nel bel mezzo dell'Oceano Indiano, il governo australiano sta costruendo un centro di detenzione per immigrati di ultima generazione, con più di una somiglianza con il campo di prigionia di Guantanamo Bay. (Damian Spruce)
Sui meccanismi che, stravolgendo la nozione stessa di pena giudiziaria, hanno portato all'attuale sovraffollamento delle prigioni americane, indaga Elisabetta Grande nel suo saggio «Il terzo strike», uscito di recente per Sellerio (Marco D'Eramo)
Detenuti hanno il controllo di una sezione
E' in atto una rivolta nel carcere di New Castle, in Indiana. Lo ha reso noto la Cnn. Tutto è iniziato quando un numero imprecisato di detenuti ha sopraffatto alcune guardie carcerarie. Le autorità locali hanno inviato rinforzi di polizia mentre alcuni dei detenuti sembrano avere assunto il controllo di una sezione della prigione.
Potrebbe chiamarsi Guantanamo Due ma non ci sono strade alberate e laghetti, solo sbarre d'acciaio, porte di vetro e la luce sempre accesa. Il supercarcere chiamato Camp Delta non bastava: la nuova sezione della galera per terroristi più famosa (e infame) del mondo è sempre nell'angoletto dell'isola di Cuba battente bandiera americana ma si chiama Camp 6, è costata 37 milioni di dollari, ospiterà 178 detenuti. (Patricia Lombroso)
Il racconto di un prigioniero alla fine liberato: Rhuhel Ahmed, cittadino britannico, è stato prigioniero per 26 mesi. «Torturato e interrogato centinaia di volte su "obl"» (Cinzia Gubbini)
Per far fronte al sovraffollamento delle carceri, il governo britannico lancia un appello: si cercano navi capienti in cui mettere i detenuti che non trovano spazio a terra
Nuove carceri galleggianti. Per far fronte al sovraffollamento delle prigioni britanniche, il governo di Tony Blair ha annunciato il suo nuovo progetto: rinchiudere i detenuti in moderne galere. (Orsola Casagrande)
Sradicati nel loro stesso paese: come lavorano i detenuti
Le carceri costituiscono un affare succulento, soprattutto negli Stati Uniti: vi si trova manodopera a basso costo, senza diritti e, ovviamente, in cattività. Molte grandi imprese, tra cui Microsoft, Starbucks e Colgate Palmolive approfittano di questo sistema. Profitti a parte, il complesso industriale carcerario degli Stati Uniti funziona come un’immensa macchina repressiva, di controllo e di sfruttamento. (Matteo Dean e Vittorio Sergi)